A casa sa tutto, ma in verifica sbaglia: perché può succedere
"“L'aveva studiato.” “Me l'aveva ripetuto perfettamente.” “Poi è arrivata la verifica e ha sbagliato.”
Quando succede, la conclusione immediata è spesso che lo studente si sia agitato. È possibile. Ma non è l'unica spiegazione.
CONOSCENZA E PRESTAZIONE NON SONO LA STESSA COSA Durante lo studio, lo studente lavora in condizioni molto favorevoli. Ha davanti il libro, conosce l'ordine degli argomenti, può fermarsi e controllare.
Durante una verifica, invece, deve riconoscere autonomamente cosa gli viene richiesto e recuperare le informazioni senza suggerimenti.
Sono due compiti cognitivi diversi.
IL RISCHIO DEL FALSO RICONOSCIMENTO Uno studente può rileggere una pagina e avere la sensazione: “Questo lo so.”
Ma quella sensazione può derivare semplicemente dal fatto che il testo è familiare.
Per verificare realmente la preparazione bisogna togliere gli aiuti: chiudere il libro, cambiare l'ordine delle domande, affrontare un esercizio mai visto, spiegare un concetto senza seguire lo schema degli appunti.
ANCHE IL TEMPO CAMBIA LA PRESTAZIONE A casa un esercizio può essere risolto in venti minuti. In verifica magari ne sono disponibili otto.
Questo introduce un'altra competenza: prendere decisioni sotto vincolo temporale.
ANALIZZARE IL COMPITO CORRETTO Dopo una verifica negativa conviene classificare gli errori: - mancanza di conoscenza; - scelta del procedimento sbagliato; - errore di calcolo; - consegna interpretata male; - tempo insufficiente; - domanda lasciata in bianco.
Soltanto dopo questa analisi è possibile scegliere la strategia corretta.
ALLENARE ANCHE LA PRESTAZIONE Lo studio dovrebbe includere momenti in cui vengono riprodotte alcune condizioni della prova: tempo definito, niente libro, domande mescolate, esercizi nuovi, correzione finale.
La preparazione non termina quando uno studente “ha studiato tutto”. Termina quando riesce a utilizzare ciò che ha studiato."
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